Discussione generale
Data: 
Mercoledì, 11 Marzo, 2026
Nome: 
Roberto Speranza

Grazie, Presidente. Presidente Meloni, a Bruxelles le consiglio di portare l'articolo 11 della nostra Carta costituzionale: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Poche parole meravigliose, luminose, che dicono chi siamo. Legga e rilegga queste parole: è il patrimonio ideale e culturale del nostro Paese di cui tutti, in quest'Aula, senza distinzioni, dobbiamo essere interpreti e orgogliosi. I Governi cambiano e a volte cambiano velocemente, ma i valori fondamentali, come quelli della prima parte della nostra Carta costituzionale, non cambiano mai, restano sempre gli stessi, come autorevolmente ci ha ricordato anche ieri il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a cui va la nostra gratitudine.

Lei, Presidente Meloni, ha avuto del coraggio nella sua vita politica - e io ne sono in qualche modo testimone, glielo riconosco -, ma oggi avere coraggio significa dire “no”, significa, senza paura e senza ambiguità, dire “no” a una guerra che è illegittima, ingiusta e pericolosa.. Illegittima, ingiusta e pericolosa!

È illegittima perché è fuori da ogni regola del diritto internazionale. Non è una guerra difensiva. La guerra di Trump e Netanyahu dà un altro colpo al multilateralismo e alle organizzazioni internazionali e afferma che l'unico principio che conta è la legge del più forte, come lei stessa diceva in quest'Aula solo pochi anni fa. È una guerra ingiusta, perché la democrazia non si è mai esportata con le bombe. Lo abbiamo già visto in Iraq come in Afghanistan. Noi siamo stati e saremo sempre al fianco delle donne e dei manifestanti iraniani, ma non crediamo che la strada dei bombardamenti porterà, né in Iran né in Medio Oriente, alcun miglioramento. Poi è una guerra pericolosa, perché non si capisce quale sia il punto di caduta e ogni giorno stiamo rischiando l'allargamento di questo conflitto, con conseguenze nefaste sulla vita di milioni e milioni di persone.

Dinanzi a tutto ciò, Presidente, trovi il coraggio che finora è mancato al suo Governo: dica “no”, “no” alla follia di questo conflitto. Questa è la richiesta che arriva dal profondo del Paese e che noi vogliamo interpretare. Faccia rialzare la testa a un'Italia che oggi appare supina agli interessi di Trump e Netanyahu. Loro difendono gli interessi dei loro Paesi, lei difenda quelli dell'Italia.

Me lo faccia dire onestamente, con amarezza in cuore: quanto è stata umiliante l'immagine del nostro Ministro degli Affari esteri, comprensibilmente imbarazzato, con quel cappellino rosso in mano, “Make America Great Again”, alle tribune del Board of Peace. Dove sono finiti i patrioti ? Dove? Ci spieghi dove sono finiti i patrioti? Dove? Dov'è l'orgoglio per il nostro Paese?

La storia dell'Italia è un'altra storia. È la storia di quelli che dialogano, che costruiscono ponti di pace e oggi, invece, siamo finiti a fare semplicemente i servi sciocchi di Trump e Netanyahu.

Stendo un velo pietoso sulle sue parole di accostamento del Presidente Trump al premio Nobel per la pace. Governare, Presidente Meloni, non è facile, io lo so bene. A lei è capitata una fase terrificante tra le mani: questa è la verità. Evapora la lezione di due guerre mondiali, salta il multilateralismo, tornano gli imperi, riparte la corsa al riarmo. Sono processi terrificanti, più grandi di ciascuno di noi. Questo dovremmo capire. Ma il punto qual è? Dentro questo disastro noi che facciamo? Da quale lato proviamo a mettere la nostra prua? L'Italia - me lo faccia dire - ha un ruolo solo se ha la forza di schierarsi sempre dal lato della pace e della costruzione di un nuovo multilateralismo possibile.

L'Italia ha un ruolo se è protagonista di un'Europa nuova e diversa da quella balbettante che ancora vediamo - ahimè - in queste settimane e in questi giorni, di un'Europa autonoma e capace di superare i nazionalismi senza senso che possono solo alimentare tensioni e conflitto.

Presidente, sinceramente avrei voluto ascoltare da lei le parole dignitose e orgogliose pronunciate dal Premier spagnolo Pedro Sanchez, ma lei purtroppo non ha avuto il coraggio di farlo. Aveva l'occasione, Presidente, di rappresentare tutta l'Italia, non una parte di essa, come sta facendo, tra l'altro, in queste ore, sul referendum costituzionale, che sembra la sua principale ossessione. Me lo faccia dire: anche stamattina con una mano chiede la coesione nazionale e con l'altra mano fa un attacco, ancora violentissimo, alla magistratura e non prende le distanze dalle parole vergognose del capo di gabinetto della Giustizia.

Allora, Presidente, ho la sensazione, purtroppo, che lei abbia scelto un'altra strada: quella di rappresentare non l'interesse dell'Italia, ma gli interessi di Trump e di Netanyahu e solo per questo - mi ascolti bene - noi saremo dall'altra parte. Lo dico convintamente con amarezza, perché dentro le crisi - e questa è una crisi tremenda - il Paese dovrebbe unirsi e non dividersi, ma nessuna unità è possibile sulla linea folle di Trump e Netanyahu. Nessuna unità è possibile su una linea pericolosa per tutto il mondo e contro gli interessi del nostro Paese, sulla linea della logica degli imperi e della legge del più forte come regola dominante.

Allora, Presidente, le dico con forza che noi saremo dall'altra parte, ossia dalla parte degli italiani, che per la stragrande maggioranza, lo stanno già dicendo in queste ore, non vogliono la guerra, sono convintamente contro la guerra. Stanno già pagando un enorme prezzo con l'impennata dei costi della benzina e del gas, su cui chiediamo immediatamente di intervenire. Saremo uniti dalla parte di chi chiede la pace e dalla parte di chi chiede un Paese diverso e impegnato ad essere costruttore di pace. La mia opinione - e concludo - è che questo Paese già c'è, è forte e presente e difende la Costituzione. Il Paese di fuori, che vuole la pace e che chiede la pace, è già maggioranza, a prescindere dai voti e dai numeri di quest'Aula. Noi presto daremo a questa maggioranza e a questo Paese reale la giusta rappresentanza che merita.